14
Gen
08

La promessa dell’assassino (02/01/08)

C’era una volta.
Una donna che avrebbe dovuto partorire, perse il bambino. Per suo zio, ciò è successo perché il sangue russo di lei si è mescolato con altro sangue rosso, non russo.
Ma tutto questo non c’interessa. David Cronenberg racconta una storia di mafia russa in una Londra senza Piccadilly Circus, senza Big Ben, ma con il Natale. Una dottoressa si vede arrivare una giovane russa sul punto di partorire, in condizioni pessime, con gli aghi appena tolti dalle vene: nasce la bambina, muore la madre. Solo un diario lega la bambina alla realtà del suo passato, la tiene in vita nella/ per la nostra società; la dottoressa, che vive con la madre e con uno zio, russo, simpatico e che non muore, trova un biglietto di un ristorante tra le pagine della quattordicenne. Il sipario si apre, la mafia russa è in scena! Il vecchio, ‘Papa’ – perdonatemi se non lo scrivo correttamente –, il figlio stupido, Cassel, e l’amico fidato di Cassel che lavora per ‘papa’ e che ‘papa’ cercherà di far trucidare; perché, dimenticavo, in questo film le dita vengono mozzate (altro che mms, sms… segnali di fumo), nelle saune evapora sangue e non acqua, i cadaveri vengono gettati nel Tamigi e le giovani farfalline dell’est nascono per scopare e muoiono in un orgasmo cantato.

Ieri sera mi era sembrato di vedere Kieslowski aggirarsi per le vie fumose di ‘Londow’, ma per fortuna erano solo i postumi delle creste di pollo bollite accompagnate dalla mostarda di frutta. Il film incoerentemente finisce bene.

Tommaso Tombelli


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